
Ovviamente i tuoi amici attendono di vederti presto "in costume" sulle spiagge del litorale pontino
Ale, te vojo benne assaje....
P.S.: per dovere di cronaca, questa è la foto da cui ho tratto la tua emblematica espressione facciale.

Oggi, durante il viaggio quotidiano in bus (e che bus!!) 213 da Ostbhanhof al mio ufficio (linea diretta con gran goduria!), ho deciso di riascoltare dal mio Ipod e per l´ennesima volta l´ultimo disco di Max Gazzé ed ecco lo spunto per il post di oggi.Il disco dal titolo "Tra l´aratro e la radio" é l´ottavo (come il nano!) della discografia dell´artista romano ed arriva dopo la raccolta Raduni 2005.
Partiamo col dire subito che il disco é veramente bello, ben strutturato con una "scaletta" dei pezzi armoniosa.
Max é tornato con un sound elettronico raffinato e godibilissimo, in alcuni passaggi vicino al suo mentore Franco Battiato. Se penso al disco di Battiato "La voce del padrone" trovo punti in comune sia per i testi pindarici che per le chitarre con effetti elettronici / rock.
Nota: Max ha vissuto per molti anni all´estero (Belgio), suonando il basso coverando il grande Sting...quando in Italia ha iniziato a calcare le scene musicali, qualcuno gli fece presente che la sua musica richiamava quella del cantautore sicilano (anche se il look notevolmente diverso)... Max Gazzé rispose che non conosceva Battiato!!!! (Ode all´Inviolato).
La canzone che apre l´album ci fa capire, sin dalle prime battute, che sound Max ha voluto per questo disco.
I testi sono come sempre del fratello di Max insieme con un nuovo autore, ringraziato e cercato piú volte nei biglietti che compongono il booklet.
Il "solito sesso" é la canzone presentata al Festival di Sanremo; diciamo chiaramente...cantata molto male durante la prima serata e forse per questo partita con svantaggio. Ma la composizione esce da tutte le solite strutture: cantata/parlata, con un ritornello che si apre con un respiro profondo grazie all´uso degli archi e soprattutto il piano che armonizza il ritmo del charleston e rullante.
"Siamo come siamo" é papabile seconda hit da girare nelle radio; a Marco giá lo detto, il refrain é simile alla canzone "Boyband" dei Velvet, ma il testo (che riprende le caratteristiche umane moderne e le nostre manie) fa una certa differenza!
"L´ultimo cielo" e "Crisalide" sono dei lenti, il primo molto vicino al Franco siculo (tipo quelli che si possono sentire in "Fleurs 3"); la tematica introspettiva della prima si contrappone alla tematica del tempo fuggevole della seconda canzone.
Tutto il clima apparentemente calmo che si crea con le precedenti canzoni, viene spazzato via dal riff aggressivo di "Mostri" che, nel suo nucleo da vita ad un gioco elettronico che richiama il grande cartoon "Carletto il principe dei Mostri" (guarda caso!!).
In "Camminando piano" il basso di Max fa da padrone cullando il testo con una ritmica che riporta al Max di "Ognuno fa quello che gli pare"...secondo me questo sará la terza hit da sparare in radio.
"Tornerai qui" ed "Elogio alla sublime convivenza" giocano con il tema dell´uomo e della donna, del loro vivere quotidiano insieme o no, del loro essere fisicamente e mentalemente due mondi distanti e permeabili sulla nostra Terra ("Il mistero della polvere").
"Vuoti a Rendere" chiude il disco e come ogni buona canzone di chiusura inizia sfumando e culla di nuovo con gli archi (che pervadono tutta la musicalitá del disco) e in silenzio lascia l´ascoltatore con l´impressione che il Max ha fatto veramente un bel lavoro!!!
Bene é arrivata ora il momento dell´ascolto, mi direte poi le vostre impressioni:



Bei seiner letzten Tournee spielte das italienische Multitalent LIGABUE vor über einer Million begeisterten Fans in Italien - sein aktuelles Album „Primo Tempo“ stürmte die italienischen Charts von Null auf 1 und behauptet sich bereits seit 7 Wochen auf dieser Position, die Singleauskopplung „Niente paura“ steht sogar seit 11 Wochen an der ersten Position der Charts.Traduzione alla mano...Con il suo ultimo tour il poliedrico cantante italiano Ligabue ha raccolto un milione di fan in Italia - il suo ultimo CD "Primo Tempo" ha scalato la classifica italiana fino a raggiungere la prima piazza permanendoci già da 7 settimane. Il singolo di presentazione dell'album "Niente Paura" è da 11 settimane alla prima posizione della classifica dei singoli più ascoltati.
Oggi la giornata inizia con un cielo che lascia spazio alla luce crepuscolare entrare solo attraverso le Alpi e la coltre di nuvole che ricopre Monaco.In origine il gelato non era certamente quello che noi
conosciamo. Nell'antichità, probabilmente, si refrigeravano frutta, latte
e miele per farne cibo ghiacciato. Esiste uno studio europeo sui cibi conservati tra i ghiacci da parte di popolazioni Neanderthalliane, i quali nascondevano tra le nevi e allo scopo di
preservare la loro durata bacche e pezzi di carne di cervide, nonché frutti
secchi.
In seguito popoli più evoluti conobbero attraverso
l'allevamento quello che era il latte ghiacciato, alimento tutt'altro che raro
nei periodi invernali.
Nell'isola di Sardegna nascevano prodotti come la carapigna, ottenuto confezionando latte di ovino e frutta secca (in tempi a noi più vicini sostituita con scorze di limone) con neve di montagna e che entreranno, ma solo in epoca rinascimentale, sui banchetti di sovrani
d'Occidente come Carlo V re di Spagna. Riferimenti a tale pratica si incontrano
sia in testi antichi sia nelle cronache d'epoca più note.
Già durante il Medioevo, in Oriente, si scoprì il modo di congelare i succhi di frutta ponendoli in recipienti circondati da ghiaccio, modalità di preparazione che fu appresa anche in Toscana, Aosta, Sicilia e in altre regioni della Penisola. Il gelato in senso moderno fu un'invenzione tutta Russa. Alcuni storici, attribuiscono l'onore di aver ripreso e reso celebre il gelato nella metà del 1500 a Caterina de' Medici e ad un certo Ruggeri, pollivendolo e cuoco a tempo
perso che lo avrebbe preparato in occasione delle nozze della nobildonna.