venerdì, marzo 09, 2012

E poi arriva il pesto...



Leggendo durante la pausa pranzo, l´inserto Saturno del Fatto Quotidiano mi sono imbattuto nella pagina dedicata alla culinaria. Leggendo la reprimenda sulla cultura culinaria italiana troppo vicina ad una ideologia culturale lontana dalla base (incarnata, mai parola fu cosí giusta, nel sistema Mac Donald) e successivamente un articolo sul mangiare in Norvegia, eccomi qui nello scrivere un post sul mangiare in Germania.
Non voglio peró scrivere di come e cosa si mangia in Germania, molti altri con piú titoli del sottoscritto hanno scritto meglio e tanto su questo argomento.
Voglio invece scrivere di come si mangia ITALIANO in Germania.

Tutto nasce dai nostri colori, dalla nostra bandiera. Bianca Rossa e Verde (se fosse stato Verdone forse sarebbe stato meglio!) il tricolore che viene riproposto cromaticamente sui piatti dal nome italiano.

La pizza Margherita (fiore all´occhiello partenopeo) viene riproposta con Pomodoro, Käse e Pesto. Attenzione agli intrusi... Käse non é mozzarella (o per lo meno non lo é sempre), ma formaggio filante.
E poi arriva il pesto. Questa salsetta verde che nell´immaginario tedesco non puó mancare per farci sentire a casa, nella bella Italia. Pesto tedesco sia chiaro, tantissimo aglio affogato in olio insieme al basilico.

La pizza Hawaii é giá molto diffusa ma la pizza Pollo e pizza Pasta é una realtá che é nelle carte di molte pizzerie in Germania.

La pasta é un altro piatto che soffre molto quando si allontana dallo stivale. Le tempistiche di cottura risentono del gusto "scotto" del popolo tedesco e quindi molto spesso vengono riprodotte anche in locali di ristorazione che si spacciano per italiani. Tempo fa vidi in TV una pubblicitá su una marca di Nudeln che si compiaceva del loro "attaccarsi al frigorifero" una volta cotti o scotti (aggiungerei io).
Nudeln alla Bolognese o al Pesto (ancora lui!!) dove molto spesso l´abbondanza di olio e aglio annienta qualsiasi ipotesi di gusto. Quando poi passiamo a piatti piú pesanti ecco entrare in scena la panna (la besciamella non é ancora arrivata) che é il trait d´union con la cultura culinaria tedesca.

Anghille, Spinata (da molti locali confusa con gli Spinat = Spinaci), Bavete e altre pietanze erroneamente riportate su i menu di ristoranti/pizzerie italiane sono anche il campanello di allarme di un locale che con l´Italia ha forse solo il nome sull´insegna.

L´espresso é un´altro capitolo. Nero. Annacquato o bruciato. Mai espresso anche se Illy, Segafredo (oddio!!) o Lavazza. Ammettiamolo l´espresso é un´arte e non solo acqua e caffé in polvere. Anche se al bancone hai messo in bella vista come fosse un´opera d´arte la tua Saeco o ancor meglio Palombini...devi anche saperla usare!








6 commenti:

Ame ha detto...

Ieri sul volo Lufthansa Oslo-Monaco. Le assistenti ci servono un parallelepipedo di cartone con su scritto "Pure Italian Taste". All'interno giace la famigerata "Pizza Ratatouille", orgoglio della nostra cucina nazionale :)

Alessandro Gugino ha detto...

auaua questa mi mancava!

Anonimo ha detto...

AhAh

La prossima combinazione sarà
il "latte macciato pesto" o lo
"spritz pesto", con tanto di fogliolina di basilico vicino all'arancia?

Annalisa

cosmofrazza ha detto...

beh io sono appena rientrato da Phoenix, Arizona. Lì la famosa catena di pizzerie "Sbarro" (e lasciamo stare gli anagrammi...) sforna una pizza con ragù che è un piacere. Oltre alla mitica pizza "pep(p)eroni" che nasconde in realtà salame. Ah, l'altra sera ho provato pure lo "stoutamisu", ovvero un torta mappazzissima con anzichè il caffè un liquore velenoso (tuttavia, non era malissimo).

Alessandro Gugino ha detto...

Incredibile leggere le vostre esperienze estrasensoriali!!! Il made in Italy viene usato per dar nome a qualsiasi cosa che abbia almeno un ingrediente utilizzato nella nostra tavola. Basta che abbia farina e pomodoro...ed é subito Pizza (parafrasando il vate).

cosmofrazza ha detto...

dopo la tua provocazione, ho messo in un mio posto qualche foto documentata...
http://vederbrema.blogspot.de/2012/03/collezione-di-menu.html