giovedì, aprile 05, 2012

Per non dimenticare la Shoah!





L´articolo in prima pagina di oggi di Repubblica riporta alla luce quel sottobosco di persone/aggi piú o meno titolati che cercano di avere un minimo di luce. L´articolo é http://www.repubblica.it/cronaca/2012/04/05/news/nella_testa_dei_negazionisti-32798573/?ref=HRER2-1

Posto questo articolo perché se veramente la conoscenza rende liberi, la revisitazione proposta dai nazi di Forza Nuova deve essere considerata al pari dell´invenzione della Padania, di Topolinia. Sul web ognuno puó parlare di tutto e le credenze popolari trovano il loro humus piú fertile. Negare l´olocausto viceversa é un modo subdolo per far passare il messaggio "attenti é tutta un´invenzione, il nazismo ed il fascismo sono stati dei regimi positivi...quello che vi raccontano a scuola é inventato!". Contro questa concezione distorta del pensiero della estrema destra europea bisogna battersi con forza ricordando e promuovendo le associazioni che documentano quei momenti infernali. Ho visto Dachau, ho visto il ghetto ebraico a Praga...si piange davanti a quanto é successo, non si parla perché ció che é stato é indescrivibile. 

Vi invito a fare una passeggiata nei luoghi del "terrore" (Berlino ha delle bellissime mostre permanenti) per capire quello che é stato!

Viviamo in un periodo dove la tecnologia che mi permette di raggiungervi adesso con questa mia, permette di creare anche il caos storico con un solo click o un video ad hoc. 
Positivamente invece penso che da questo tentativo (l´ennesimo??) di militanza di estrema destra, riaccenda vigorosamente l´orgoglio storico e culturale di chi pensa che la "Giornata della Memoria" serva sempre piú per tutti coloro che non c´erano ma non per questo non vogliano conoscere quello che é successo.

Vivendo in Germania la paura di focolai neonazisti é sempre fuori alla porta. Non ultima la discussione parlamentare che ha tenuto nanco negli ultimi tempi, sul considerare l NDP (il partito di estrema destra, filonazista) fuorilegge e cacciarlo dal parlamento. Questo fa capire che la questione "nazismo" ma anche "integralismo religioso" é un tema sempre presente e non ci si vergogna di discuterlo apertamente.

Ben venga allora quindi l´articolo della Repubblica, perché ci permette di parlare nuovamente della Shoha e di cosa é stato, per non dimenticare!

"A Dacau ho sentito una sensazione di terrore sin dopo aver passato il cancello di metallo. Non é Gardaland, le persone camminano con la testa china e sussurrano per non disturbare il pathos che ognuno prova. Le casematte dove vivevano i detenuti sono terribili cosí come le foto, i documenti e le registrazioni delle prime truppe americane attonite appena giunte nel campo. Le chiese presenti sul fondo del campo ed istituite per dare conforto religioso a tutte i religiosi che si recano nel campo (c´é una chiesa cristiana, una ebraica ed una ortodossa) svaniscono difronte alle costruzioni poco distanti indicate come "Camere X". Sono entrato nelle camere a gas, nelle stanze antecedenti dove i condannati venivano spogliati inconsapevoli della loro sorte. Ho visto i forni dove tutte le prove umane venivano fatte cenere." Non ho bisogno di vedere un video girato da 4 pazzi perché non dimenticheró mai quello che ho visto e vissuto anche se solamente da "visitatore storico".

martedì, aprile 03, 2012

Avere fame

Leggo sempre piú sovente dei problemi del mio paese. Da molti giorni la paura di non farcela, lo schianto di vedersi togliere qualsiasi diritto fin´ora raggiunto si stá trasformando in dramma.
Decine di persone si sono tolte la vita perché non é piú vita se lo Stato ti lascia solo, se non hai piú alcun diritto e "grazie al cielo che non stai male altrimenti non avresti neanche i soldi per comprare le medicine".
Non ultima oggi la notizia di una pensionata che si é lanciata dal terrazzo perché solo leggendo l´ultima pensione di 600€ é stata vinta dalla paura. La paura di essere poveri, di iniziare a chiedere l´elemosina, di sapere che nessuno si preoccupa dei tuoi problemi, di essere 1 0.
A Monaco, mentre stavamo andando ad un appuntamento un uomo distinto sulla 50 ci si é avvicinato e sentendoci parlare in italiano ci ha chiesto se potevamo aiutarlo. Ce l´ha chiesto in inglese e poi in tedesco, s´intuiva che era una persona colta. Ci ha chiesto dei soldi perché quel giorno non aveva ancora mangiato, perché non aveva un lavoro e non sapeva come fare ad andare avanti. La miseria, la povertá non ha colore ne bandiera e colpisce in Germania come in Italia.
La sensazione che ho provato tornando a casa, sul treno ad altissima velocitá che ci riportava a Brema é stata un misto di sconforto, senso di impotenza e profonda tristezza. Sconforto nel pensare che una persona si riduca all´umiliazione di chiedere l´elemosina perché non ha un tozzo di pane (l´immagine sarebbe quella di Oliver Twist, invece succede adesso, ora, davanti a noi). Impotenza di non saper affrontare una situazione che mi vede nella parte del "fortunato", di chi ha una casa e un lavoro e un conto in banca. Non so se sono cose che mi merito, so solo che ci sono altre persone che meriterebbero quello che ho io e la situazione contingente impedisce loro di potersi salvare dal buoi che li circonda.
Perché quando la notte scende e il freddo ti distrugge le ossa, forse neache un paio di calzettoni puliti ed un paille in piú ti possono aiutare a sognare.


venerdì, marzo 09, 2012

E poi arriva il pesto...



Leggendo durante la pausa pranzo, l´inserto Saturno del Fatto Quotidiano mi sono imbattuto nella pagina dedicata alla culinaria. Leggendo la reprimenda sulla cultura culinaria italiana troppo vicina ad una ideologia culturale lontana dalla base (incarnata, mai parola fu cosí giusta, nel sistema Mac Donald) e successivamente un articolo sul mangiare in Norvegia, eccomi qui nello scrivere un post sul mangiare in Germania.
Non voglio peró scrivere di come e cosa si mangia in Germania, molti altri con piú titoli del sottoscritto hanno scritto meglio e tanto su questo argomento.
Voglio invece scrivere di come si mangia ITALIANO in Germania.

Tutto nasce dai nostri colori, dalla nostra bandiera. Bianca Rossa e Verde (se fosse stato Verdone forse sarebbe stato meglio!) il tricolore che viene riproposto cromaticamente sui piatti dal nome italiano.

La pizza Margherita (fiore all´occhiello partenopeo) viene riproposta con Pomodoro, Käse e Pesto. Attenzione agli intrusi... Käse non é mozzarella (o per lo meno non lo é sempre), ma formaggio filante.
E poi arriva il pesto. Questa salsetta verde che nell´immaginario tedesco non puó mancare per farci sentire a casa, nella bella Italia. Pesto tedesco sia chiaro, tantissimo aglio affogato in olio insieme al basilico.

La pizza Hawaii é giá molto diffusa ma la pizza Pollo e pizza Pasta é una realtá che é nelle carte di molte pizzerie in Germania.

La pasta é un altro piatto che soffre molto quando si allontana dallo stivale. Le tempistiche di cottura risentono del gusto "scotto" del popolo tedesco e quindi molto spesso vengono riprodotte anche in locali di ristorazione che si spacciano per italiani. Tempo fa vidi in TV una pubblicitá su una marca di Nudeln che si compiaceva del loro "attaccarsi al frigorifero" una volta cotti o scotti (aggiungerei io).
Nudeln alla Bolognese o al Pesto (ancora lui!!) dove molto spesso l´abbondanza di olio e aglio annienta qualsiasi ipotesi di gusto. Quando poi passiamo a piatti piú pesanti ecco entrare in scena la panna (la besciamella non é ancora arrivata) che é il trait d´union con la cultura culinaria tedesca.

Anghille, Spinata (da molti locali confusa con gli Spinat = Spinaci), Bavete e altre pietanze erroneamente riportate su i menu di ristoranti/pizzerie italiane sono anche il campanello di allarme di un locale che con l´Italia ha forse solo il nome sull´insegna.

L´espresso é un´altro capitolo. Nero. Annacquato o bruciato. Mai espresso anche se Illy, Segafredo (oddio!!) o Lavazza. Ammettiamolo l´espresso é un´arte e non solo acqua e caffé in polvere. Anche se al bancone hai messo in bella vista come fosse un´opera d´arte la tua Saeco o ancor meglio Palombini...devi anche saperla usare!